New York diary
di Juliet Doucet
Non chiamatela cartoonist. Canadese di nascita, cresciuta in'un istituto regilioso, nel 1991 parte verso la grande mela, per frequentare una scuola d'arte e finalmente scoprire l'altra faccia della sua vita. Un diario completamente disegnato, quello che non fareste leggere a una vostra amica, pieno di esperienze, le più intime. Lo stile è quello che si definisce underground, fatto di vita vera, raccontata senza mezze misure, tagliente, sarcastico a volte grottesco, ricorda la beat generation. Juliet Doucet con questo suo “New York Diary” si fa finalmente conoscere ad un pubblico piu vasto e non solo quello delle fanzine e le riviste di nicchia. Juliet parla di se come una ragazzina, incolta, alla scoperta di tutto, esperienze di vita l'alcool le droghe, il sesso, la malattia, il tutto raccontato con sottile leggerezza. Si fatica a credere che sia solo un diario, forse un pò è romanzato, ma non si distingue dove inizia uno e finisce l'altro, un piccolo capolavoro.
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